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ORDINE SECOLARE DEI CARMELITANI SCALZI - Enzo Dal Soglio

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ORDINE SECOLARE DEI CARMELITANI SCALZI
O.C.D.S.
Profilo storico

La ricostruzione storica delle origini e dell'evoluzione di quello che un tempo si chiamava Terz'Ordine Carmelitano risulta piuttosto difficile, a causa sia della scarsità dei documenti attendibili, sia della confusa terminologia con cui anticamente si alludeva a coloro che nel mondo vivevano "all'ombra" della spiritualità delle grandi Famiglie Religiose. D'altra parte il compito ecclesiale di esse è quello di diventare scuole aperte e dinamiche che agevolino la comune vocazione universale dei fedeli alla santità.
La devozione alla Madonna del Carmine ha costituito sicuramente un aggancio popolare della spiritualità dell'Ordine: tale senso mariano non è tuttavia esclusivamente devozionale, ma essenzialmente teologico, dal momento che in Lei si vede compiersi in modo sommo e pregnante la vocazione contemplativa e la perfezione unitiva con Dio. Maria diventa così esemplare per tutti i fratelli e le sorelle del Carmelo: nella tradizione pıù antica Ella è chiamata non solo Madre e Regina, ma anche "sorella"
'. I documenti legislativi della Congregazione di Spagna già nel 1500 e anche sul finire del 1700 ci portano a conoscenza del divieto tassativo di accogliere "pinzocchere o converse". In Italia invece, fin dal 1600, pur precisando che "i Carmelitani non hanno terziari", la legislazione permette in diversi casi la possibilità di incorporare confratelli ben scelti, o
"speciali" (laici fervorosi), disponibili però a osservare la Regola del primo Ordine. Si ribadi anche l'esclusione alle donne, salvo casi eccezionali. Ciò induce a pensare l'esistenza di persone che nel mondo si ispiravano alla spiritualità carmelitana, pur senza essere chiamati terziari.
Solo verso il 1689 si ha notizia dell'organizzazione e dello sviluppo di un vero e proprio Terz'Ordine: si parla di una Regola di vita in 19 capitoli, in cui vengono proposti sia l'ideale che gli obblighi delle Sorelle (si parla solo di donne): si sollecita la partecipazione quotidiana alla Messa, la recita dell'Ufficio parvo (piccolo), l'astinenza e il digiuno in diversi giorni, speciali opere di carità e inoltre l'orazione di un'ora.
La Regola così formulata ebbe un successo notevole e s'impose ovunque, sopravvivendo anche ad altri tentativi di rifor-mulazione.
Solo nel 1883 venne imposta una nuova regola ufficiale a tutti i terziari /ie: insisteva sullo spirito di orazione e precisava con maggior chiarezza gli obblighi degli appartenenti; rimase in vigore fino al 1912, quando fu pubblicato il primo Manuale del Terz'Ordine, redatto dal P. Elia di S. Ambrogio.
Esso dava finalmente una formulazione giuridica e spirituale a questa materia, adattando alle necessità dei tempi le varie prescrizioni e rendendole compatibili con i vari decreti della S. Sede.
In seguito al Concilio Vaticano II venne redatta una nuova Regola di Vita, approvata definitivamente dai competenti organi vaticani nel 1979; ad essa seguirono gli Statuti (1981); la denominazione di Terz'Ordine è stata cambiata con quella di Ordine Secolare. Tutta la grande ricchezza della dottrina sulla Chiesa (Lumen Gentium) resta il rimando d'obbligo per capire in modo corretto la riformulazione concettuale dei valori tradi-zionali.La vocazione del Carmelitano secolare
Quella del Carmelitano secolare è una vocazione che non ha nulla di monastico o di estraneo ai problemi della vita, ma che dall'ideale di comunione orante con Dio, cuore del carisma teresiano, attinge forza e concretezza per vivere senza compromessi la consacrazione battesimale.
Saggiamente nell'ultima revisione della Regola notiamo l'abolizione dei voti obbligatori di castità e obbedienza, seppur commisurati alla realtà del proprio stato di vita.
Al candidato che chiede l'ammissione alla fraternità si offre il Vangelo, che è così il documento imprescindibile per qualunque forma di autentica vita cristiana; solo alla promessa gli verrà consegnata la Regola, verso la quale si impegna "mosso dalla grazia dello S. Santo e in risposta alla chiamata di Dio" La natura dell'Ordine secolare è quella di «un'associazione di fedeli che si impegnano a perseguire la perfezione evangelica nel mondo, ispirando e nutrendo la vita cristiana con la spiritualità e la guida del Carmelo Teresiano.
I membri appartengono pienamente alla famiglia carmelitana e sono perciò figli del medesimo Ordine» (Regola). Pur avendo una sua logica struttura organizzativa e promozionale (Presidente - Consiglio di fraternità - Tesoriere e maestro di formazione) e pur conno-tandosi come esperienza comunitaria (incontri formativi, con-
ferenze, ritiri, esercizi spirituali) tale movimento ha il suo ceppo strategico-motivazionale nella profondità della vita inte-riore; non ha aspirazioni di potere, non lotta per collocarsi in un sistema, non cerca spazi di confronto o di provocazione.
La comunione fraterna, la vita evangelica impregnata dello spirito di orazione contemplativa, sul modello della vergine Maria, e animata da vero zelo apostolico, sono le finalità chiare dell'appartenenza all'Ordine Secolare, specificate anche dallanecessità della meditazione quotidiana, dall'ascolto della parola di Dio e dalla vita liturgico-sacramentale.
È importante sottolineare come la vocazione alla santità di tutti i fedeli precede l'impegno all'apostolato e come una vita pienamente evangelica risulta anche più fecondamente ecclesiale; d'altra parte le varie spiritualità servono a sottolineare qualche particolare dell'inesauribile ricchezza del Mistero di Cristo.
L'Ordine secolare non è una qualsiasi associazione laicale, ma ha come caratteristica quella di radicarsi nella lunga tradizione spirituale del Carmelo, di cui non è una frangia appendi-colare, ma un "momento laicale"; da cui non soltanto riceve per osmosi tante indicazioni di metodo e di valore, ma a cui dona una molteplice testimonianza creativa, nella logica dell'irruzione dello S. Santo nell'anima.
In sintesi i capitoli fondamentali e specifici della spiritualità carmelitana proposti anche ai membri secolari sono:
Un acutissimo senso di Dio: a partire dalla tradizione Eliana
(Elia profeta) il Carmelo è una famiglia nella quale "il senso e il primato di Dio" devono tradursi in esperienza di vita, soprattutto nella linea della "Presenza di Dio".
La presenza di Maria: la Madonna del Carmine è devozione diffusissima e si riallaccia al primo monastero sul Monte Carmelo in Palestina (Israele oggi) e al dono dello scapolare.
Ogni terziario è invitato a portarlo come segno di amore verso
Colei che è madre spirituale e di protezione per una ricca vita cristiana: è attraverso Maria e in compagnia di Maria che ogni battezzato riceve il dono di Cristo e la rivelazione piena del suo mistero; non c'è spazio quindi per facili sentimentalismi o per superficiali ingredienti devozionalistici.
La valorizzazione della preghiera: essa deve tanto elevarsı da essere abbandonata alla straordinaria iniziativa divina di au-
120tocomunicazione e nello stesso tempo tanto integrarsi nella sfera del quotidiano da dare senso a tutta la vita. Tale concezione non va nella direzione del «molto pensare, ma del molto amare» (S. Teresa di Gesù).
Il senso della Chiesa: l'appartenenza all'Ordine carmelitano rappresenta un legame ecclesiale ancora più vincolante, perché
Dio oftre i suoi doni alla Chiesa e per la Chiesa.
S. Teresa d'Avila lascia come preziosa eredità anche all'Ordine secolare un intenso amore e dedizione al bene della Chiesa e quindi delle anime. Ha lanciato stupendi inviti e viverne il mistero e la storicità ed è morta contenta di essere "figlia della Chiesa". Il senso ecclesiale coinvolge, interroga e misura anche tutta la stupefacente bellezza della spiritualità carmelitana, sia essa maturata entro il silenzio claustrale, sia nel frastuono del mondo.La struttura organizzativa
I Carmelitani Secolari, insieme con i Frati e le Monache, sono figli e figlie dell'Ordine di Nostra Signora del Monte Carmelo e di Santa Teresa di Gesù. Perciò «condividono con i religiosi lo stesso carisma, vivendolo ciascuno secondo il proprio stato di vita. Quella del Carmelo è una sola famiglia, con gli stessi beni spirituali, la stessa vocazione alla santità (cfr. Ef 1,4, 1 Pt 1,15) e la stessa missione apostolica. I Secolari apportano all'Ordine la ricchezza propria della loro secolarità». (Co-
stituzioni OCDS, art. 1).
Da questi primi articoli delle loro Costituzioni legislative approvate dalla Chiesa si può dedurre che il Carmelitano secolare è una persona che pur vivendo nel mondo, nel suo stato di laico che ha famiglia, lavora, si occupa della politica e del sociale del proprio paese, ordina la propria vita sul primato diDio, vive la liturgia e i sacramenti in conformità agli insegnamenti di Santa Madre Chiesa, si dà disinteressatamente alle
Opere di carità fraterna, facendo delle Beatitudini Evangeliche il punto focale per l'incontro amicale con Cristo e per una devozione solida e convinta alla Madonna.
Sono innanzitutto cristiani cattolici che cercano di vivere in profondità il proprio battesimo con un'intensa vita di preghiera e di servizio alla Chiesa, costantemente in ricerca della presenza di Dio anche tra le pareti domestiche.
Giuridicamente legati all'Ordine dei Padri Carmelitani
Scalzi, gli appartenenti all'OCDS vivono nella propria famiglia, si mantengono con il proprio lavoro e professione e sono raggruppati in diverse fraternità con una organizzazione che prevede un presidente, una maestro di formazione e una serie di incontri formativi, seguiti e guidati spiritualmente da un Padre Assistente, normalmente Carmelitano. Attraverso la preghiera e la carità fraterna si aiutano reciprocamente a seguire la spiritualità dell'Ordine, a sviluppare rapporti amicali di sostegno e a fare della preghiera una vita. Alla fine del percorso stabilito dalle Norme emettono le promesse definitive in modo solenne. E possibile anche in modo libero e dietro il consiglio del confessore emettere i voti perpetui.
Anche nel nostro Carmelo di Mantova esiste una fraternità laicale sin dall'inizio e nel tempo presente sta rifiorendo in modo contagioso con ben tre gruppi di laici di diverse categorie sociali e culturali che si stanno formando con impegno per tale vocazione carmelitana. Si tratta anche di aiutare la costruzione di una vera spiritualità carmelitana e teresiana, con la lettura e riflessione sulle Opere dei nostri Santi e Dottori della Chiesa.
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